Sfatare gli stereotipi sulla transiberiana

La transiberiana è un viaggio la cui fama precede le informazioni reali conosciute dalla maggior parte delle persone. Un viaggio epico, il più lungo al mondo in treno, percorrendo migliaia di chilometri nella tundra Russa per passare da un capo all'altro di due continenti. E per definizione, come si ritiene che i russi passino il tempo in questo straordinario viaggio? Esatto, bevendo vodka. Tipico stereotipo, certo, ma in fondo ci aspettavamo fosse così. 

In realtà, bere alcolici sul treno è illegale, e per le prime due tappe (da Mosca a Novosibirsk) non abbiamo visto una goccia d'alcool. Terza tappa del nostro viaggio, ci imbarchiamo da Novosibirsk diretti a Irkutsk e al lago Baikal. Ormai la dimensione del treno ci appartiene, è rassicurante, non vediamo l'ora di risalirci quasi. Durante i primi 3000km di treno non abbiamo praticamente mai incontrato nessuno che parlasse inglese, solo un sud coreano che se la faceva tutta diretta fino a Vladivostok, senza mai scendere. Una settimana di treno costante, posso solo immaginare la nausea dopo 7 giorni a rimanere fermo. 

È bellissimo percorrere la transiberiana, ma obiettivamente se non si parla una parola di russo non è facile fare amicizia, perché di russi che parlino inglese ce ne sono pochi fuori da Mosca. Quindi, oltre al linguaggio dei gesti, non ci sono lingue in comune. Ma finalmente in questa tappa qualcosa cambia, si vedono più volti stranieri tra i passeggeri, sarà che il lago Baikal è praticamente la Sardegna dei russi. Non facciamo in tempo a sederci che la nostra vicina si volta e ci chiede, in italiano, "ma siete italiani?!". È polacca, ha fatto l'Erasmus a Firenze. Parla russo, inglese, italiano. È fatta: abbiamo un traduttore!

 

Chiacchieriamo con lei e con i nostri vicini, in particolare con un signore di mezza età molto socievole. Non capiamo cosa dica, ma ad un certi punto si alza e se ne va, dicendo qualcosa che suona come "italiensky, italiensky...sambuca!!".

Continuiamo a chiacchierare con la ragazza e a vedere i chilometri scorrere dal finestrino, quando ad un certo punto il signore di prima torna, accompagnato da un altro uomo dai tratti molto asiatici. Di nuovo ripete "italiensky, italiensky!", rivolto verso di noi. E il suo amico orientale ci guarda con i suoi occhi a mandorla, e ci si presenta in perfetto italiano!

Viene fuori che è un russo originario di queste zone, ma che vive da anni in Italia, a Ferrara, come professore universitario. La cosa è già di per sé molto divertente, perché non ci saremmo mai aspettati una simile coincidenza, ma la cosa più comica è che quest'uomo ad un certo punto tira fuori una bottiglia di liquido trasparente.

 

"Ci siamo" pensiamo, "ecco la vodka russa!". Appaiono dei graziosissimi bicchieri di metallo, che vengono prontamente riempiti di alcool per un brindisi. Portandolo alla bocca però, ci rendiamo conto che qualcosa non va: questa vodka ha un forte odore di...sambuca! Ed effettivamente è così, sambuca direttamente dall'Italia. Siamo dall'altra parte del mondo, su un treno nel mezzo della steppa russa, e beviamo italianissima sambuca.

 

Insomma, tutto il mondo è paese, doprattutto quando si tratta di alcool. E abbiamo imparato subito che bisogna stare attenti agli stereotipi, perché saramente si rivelano veri.

 

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