Tra viaggiatori ci si intende

Hai mai avuto la sensazione di non avere un posto nel mondo? Di essere circondato da persone che hanno interessi e passioni completamente diverse dalle tue, e che per quanto gli amici di una vita siano meravigliosi, sia incredibilmente difficile nella propria vita quotidiana incontrare qualcuno con cui sentirsi davvero in sintonia?

A me sì, spesso. Ho tanti amici di vecchia data che adoro, e faccio continuamente nuove conoscenze interessanti e con cui stringo bei legami, ma è difficile che riesca a trovare qualcuno con cui mi sento davvero in perfetta sintonia: quelle persone che condividono quasi totalmente il tuo punto di vista sul mondo, i tuoi sogni e i modi di divertirti che preferisci. 

Ma poi...poi parto. E tutto cambia.

Quando viaggiamo, sembra che questa difficoltà si inverta: d'improvviso le chance che il tuo vicino in treno, il tuo compagno di stanza in ostello o la persona seduta accanto a te al ristorante siano "anime affini" diventano straordinariamente elevate! È come se ci fosse tra viaggiatori una sorta di affinità selettiva, o forse anche una persona che non avrebbe niente in comune con te, quando conosciuta nel contesto del viaggio fa emergere tutte le caratteristiche che la accomunano a te.

 

Da un lato c'è sicuramente un aspetto legato alle scelte che facciamo. Quando siamo immersi nella nostra vita quotidiana, incontriamo persone legate a noi da circostanze casuali: i colleghi di lavoro, ad esempio, non hanno nulla in comune con noi se non l'ufficio che abbiamo scelto (o che ci ha scelto), le persone conosciute in palestra vengono dai percorsi più disparati, gli amici di amici sono probabilmente più affini con chi ce li presenta che con noi.

Invece, quando siamo in viaggio, le conoscenze che facciamo sono molto più spesso determinate dalle scelte che facciamo, o meglio dalla tipologia di viaggio che prediligiamo. Per cui, ad esempio, se il nostro stile ideale di vacanza è stare appollaiato sul bordo di un'infinity pool probabilmente sceglieremo di alloggiare in un hotel di lusso, e abbiamo in qualche modo "selezionato" a priori chi sono le persone che incontreremo in quel contesto! All'opposto, un viaggiatore backpacker per antonomasia, che non solo per motivi economici preferisce il caos calmo di un ostello alla piscina, probabilmente incontrerà persone che hanno fatto la sua stessa scelta. E lo stesso discorso vale per il ristorante, per il tour guidato, per le attività ricreative...scegliendo ciò che più ci piace fare in viaggio, scegliamo automaticamente chi più ci piacerà incontrare. 

È uno degli aspetti più belli del viaggio: io, ad esempio, amo i viaggi di volontariato con gli animali, e spesso mi trovo a passare il mio tempo con altri volontari che si trovano casualmente nello stesso posto. Se mi trovo in un centro di riabilitazione equestre in Austria, o in una finca piena di cavalli in Spagna, è normale che le persone che incontri in quel luogo abbiano la passione dei cavalli come me, ovvio. Ma come si spiega che quelle persone abbiano anche spesso le mie stesse idee politiche, opinioni sulla realizzazione personale, passioni simili per altri sport e molto altro? Come è possibile che il mondo si riempia di "anime gemelle" quando siamo in viaggio?

 

Ci deve essere un'altra spiegazione, un'altra forza all'opera, che non sia solo il contesto. Un buon esempio è quello che mi è successo in Mongolia:la persona che aveva risposto al mio annuncio, quando cercavo compagni di viaggio per un tour molto avventuroso del deserto del Gobi, si è rivelata essere una delle persone più simili e affini a me che abbia mai incontrato, non solo sugli aspetti personali ma anche sul viaggio stesso - visto che stava facendo esattamente il mio giro dell'Asia, ma nell'altra direzione!

Dall'altra parte, quindi, penso che si tratti di una forma di "attrazione universale". Sai il detto "sorridi alla vita e la vita ti sorriderà"? Ecco, una sorta di "viaggia, e incontrerai viaggiatori come te". Quel tipo di forza invisibile che si mette in moto quando fai qualcosa di difficile, qualcosa che ha bisogno di coraggio, come uscire dalla tua zona di comfort ed esplorare il mondo. Quando sei solo e vulnerabile, e incredibilmente tutte le persone più buone e interessanti del mondo appaiono magicamente sul tuo cammino.

Credo sia l'aspetto del viaggio che più mi affascina, e che più mi stimola a continuare: ogni volta che faccio la valigia, soprattutto quando viaggio da sola o con qualcuno che non conosco bene, ho una leggera ansia all'idea di non sapere assolutamente cosa ne sarà di me, se me la caverò, se sarò in difficoltà, se ho fatto scelte giuste o sbagliate. E poi, ogni volta, finisce per essere un'esperienza meravigliosa. Paradossalmente, ancora di più quanto più è complicata e imprevista: sono quelle le occasioni in cui finirò per incontrare più "anime gemelle" sul mio cammino!

 

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