Marocco - Alto Atlante: da Rissani a Ouarzazate fino al Sahara

MAROCCO - ALTO ATLANTE -

DA RISSANI A OUARZAZATE FINO AL SAHARA

 

 

Partenza il mattino presto per la valle del Draa lungo la N12  e la R108. Si passa accanto al palmeto di Tafilalt, un tempo una oasi ambita per le carovane: qui crescono le famosissime 800mila palme da dattero che sono famose per la bontà dei loro frutti. 
Nel sud est del Marocco l'ultimo centro di interesse è Rissani, città natale dell'attuale dinastia regnane in Marocco. Venne fondata nel settimo secolo dalle tribù zinet, come tappa per le vie carovaniere. la cittadina segna la fine della strada e l'inizio delle piste per il deserto.

 

 

 

Il centro abitato conserva  le testimonianze del suo glorioso passato: la città ospita il Mausoleo di Moulay Ali Cherif, padre  Moulay Rachid che fu il fondatore della dinastia degli Alaouiti. Il mausoleo è stato ricostruito nel 1955 ed è attualmente chiuso ai non musulmani.

Altra attrazione il  suq, organizzato in quartieri. Originale il parcheggio per gli asini da cui parte il mercato: All’ombra delle arcate rosa, donne vestite di nero accovacciate per terra presentano su nappe colorate i loro gioielli berberi in argento Sotto tettoie di foglie di palma e in stretti vicoli di muri di argilla sono in offerta gioielli,  tappeti, ceramiche e piramidi di datteri.

 

Riprendiamo il viaggio lungo le strade del profondo sud marocchino attraverso vaste pianure circondate da colline: passiamo attraverso i villaggi di Alnif, Tazzarine  e Nekob prima di raggiungere la valle del Draa ed arrivare a Zagora.

  

Zagora-Ouarzazate 

Zagora, “la porta del deserto”. Un cartello dipinto a mano mostra un tuareg ed una freccia verso il nulla e la scritta: Timbuctù 52 jours: il tempo  necessario alle carovane per raggiungere la città africana dall' altro lato del sahara.

Zagora, capoluogo di provincia della regione Souss-Massa-Draâ si trova nel sud del Marocco, nella valle del fiume Draa e confina con il deserto Ilkhikhn n-Sahara. Gli abitanti appartengono alle tribù berbere dell Atlas e dei Tuareg, i famosissimi uomini blu.

 

Iniziamo quindi la risalita della valle del Draa, il fiume omonimo alimenta un palmeto lungo 200km dove sorgono le kasba berbere, incantevoli residenze in argilla sassi e paglia. Queste abitazioni, spesso disabitate sono in forte deperimento ma rimangono cariche di eleganza e gusto. Sebbene i materiali utilizzati siano poveri, la ricerca ornamentale marocchina ha prodotto decorazioni geometriche che conferiscono un fascino aggraziato. All'interno le sale si susseguono illuminate da strette finestre che consentono di vedere fuori senza essere scorsi.

 

 

 

Arriviamo al palmeto: ci spiegano il sistema di coltivazione a tre livelli: il più alto fornisce ombra a quelli sottostanti: sopra le palme, sotto gli alberi da frutta e al suolo gli ortaggi.

Nella valle delle mille kasbah Arriviamo ad Ait Benhaddou una delle località più affascinanti dell'Atlante marocchino. La splendida Kasbah sembra un castello delle favole fatto di sabbia con vista sul deserto roccioso dalle sfumature color pastello.

La kasbah è del XVI secolo e da qui passavano le carovane che trasportavano da Marrakech il sale verso il deserto riportando indietro oro, avorio e schiavi. Le sue mura sono state utilizzate come set cinematografici per numerosi film cult.

 

Nelle abitazioni non arriva l'acqua corrente e gli abitanti si approvvigionano all'unica fontana di acqua potabile ubicata nel centro del paese. Nella vicinanze sorge invece la città nuova con acqua e servizi.

La kasbah de Taourirt, l'ex redidenza del pascià di marrakech è una visione magnifica ed una delle più belle kasbah di tutto il Marocco: un intreccio di muri di terra batutta rossa e torri che costituiscono un santuario fortificato Incastonato tra paesaggi mozzafiato di montagna e il deserto del Sahara.

 

Ouarzazate-Skoura-El Kelaat m'Gouna-Boumalne Dades-Tinherir- Gole del Todrà-Valle del Dades-Ouarzazate

Ouarzazate è una città moderna, piccola e tranquilla. Il centro, con le tipiche viuzze, si trova ai piedi della Kasbah di Taourirt.  

A sud della città c'è il deserto. Da Ouarzazate a Boumalne si estende l’arida valle del Dadès, disseminata di kasbah e di villaggi fortificati .

Ci spostiamo a Skoura (Kasbah Amridl), dove l'atmosfera è surreale, sembra un viaggio indietro nel tempo

 

 

Le ''abitazioni'' non hanno luce se non quella proveniente dalla porta di ingresso che si apre in vicoli strettissimi, niente luce né acqua eppure le persone che vi abitano sono sempre accoglienti e pronte ad offrirti davvero tutto ciò che possiedono.

E' indubbiamente un'esperienza  che lascia un segno indelebile e indimenticabile.

 

Arriviamo quindi a El Kelaat m'Gouna, una  cittadina il cui nome significa "fortezza", si trova ad oltre 1400mt slm nel cuore delle piantagioni di rose.

Nel X sec i pellegrini di ritorno dalla Mecca portarono con sè la ROSA DAMASCEA. Questi fiori dal profumo inebriante e pungente hanno sviluppato una notevole resistenza al clima secco e freddo: Ogni estate la raccolta produce fino a 4000 tonnellate di petali che vengono portati alle due distillerie locali: Un parte viene usata per produrre acqua di rose per uso locale, il resto viene esportato per l'industria profumiera. 

 

 

Arriviamo a Tinerhir dove visitiamo una fabbrica di tappeti. L’origine dei tappeti berberi risale al periodo paleolitico. I tappeti fatti a mano sono tutt’oggi un’industria fiorente in molte zone rurali del Marocco e di altri paesi nordafricani: molte famiglie berbere si guadagnano attualmente da vivere producendo tappeti e vendendoli.

Spesso i simboli rappresentati nei tappeti si riferiscono alla natura, alla fertilità, alla nascita, alla vita rurale, così come alla spiritualità e alle credenze: Molte tessitrici credevano infatti che i tappeti avessero il potere di tenere lontano il male. 

 

Dopo aver apprezzato i tappeti ci spostiamo verso le gole del Todra. Le Gole si trovano a circa 15 chilometri da Tinerhir in una valle ricca di palmeti e di villaggi berberi, per entrare in contatto con la semplice ma ospitale gente marocchina della regione del sud

Le gole formano una fenditura nella roccia, creando un canyon che raggiunge l’altezza di 300 metri, con le pareti verticali che salendo si stringono sempre più fino a toccarsi. Le gole sono attraversate da un torrente cristallino, frequentato dalle popolazioni berbere che attingono acqua e lasciano pascolare il bestiame. In serata si torna a Ouarzazate.

                                           

 

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