Marocco - Costa Atlantica: Volubilis, Moulay Idriss e Meknès

MAROCCO COSTA ATLANTICA

COSA VEDERE A VOLUBILIS, MOULAY IDRISS E MEKNES

 

VOLUBILIS

Volubilis (Walili) è un sito archeologico romano, vicino al monte Zerhoun piuttosto vicino a Meknes. é il sito archeologico più famoso del Marocco ed è patrimonio Unesco. 

Ci fermiamo ad ammirare i resti della basilica, il capitolium dei Severi, i templi che risalgono al 1 secolo, e le tipiche terme. In questo sito Marco Aurelio Sebastiano costruì un enorme arco di trionfo in onore di Caracalla e della madre Julia.

  

Nel sito archeologico esistono 4 porte, la principale è da sulla strda che proviene da Tangeri e si immette nel decumano, proseguendo verso l'ingresso ovest.

Sul decumano si trovano i resti delle case decorate con mosaici spesso conservati benissimo. Tra questi da annoverare quelli presenti nella casa di Orfeo (che ritrae orfeo con la lira che incanta gli animali, nove delfini e Anfitrite su una biga trainata da ippocampo), nella casa delle colonne e in quella del corteo di Venere.

  

Siamo anche oggetto di uno scherzo da parte della nostra guida:

MOULAY IDRISS 

Arriviamo a Moulay Idriss  il più importante centro religioso del Marocco del nord. Luogo di pellegrinaggio verso la tomba di Moulay Idriss el Akhbar, discendente del profeta Maometto e fondatore della città. 

La città si riempie di marocchini per il moussem annuale (una festa religiosa che riunisce persone venute da tutto il Paese per commemorare il santo) che si tiene a fine agosto; da oltre 70 anni la città è stata aperta anche ai non credenti che però non possono ancora visitare il santuario. Una struttura in legno all'ingresso, sotto di cui i fedeli devono inchinarsi pe passare, indica l'entrata al terreno consacrato.

  

La città è conosciuta anche per il torrone venduto sulle bancarelle in piazza e vicino la moschea (unica nel suo genere per il suo minareto cilindrico). Nella piazza si possono notare tutte le sfumature della cultura marocchina, con asini e muli per trasporto merci e persone, gli abiti variopinti e le spezie che inebriano l'olfatto.

   

 

MEKNÈS

Il primo fulcro della città di Meknes risale addirittura al X secolo da parte della tribù berbera Meknassa sul fiume Boukefrane, in una zona rigogliosa. Durante i regni che si susseguirono (Almoravidi, Almohadi, Merinidi, Wattasidi e Sadiani), la città ebbe sorti alterne: venne saccheggiata più volte, rasa al suolo e sotto il regno di Moulay Ismail, eletta a capitale del Marocco alla fine del XVII secolo. Durante tale periodo vennero costruiti grandiosi monumenti, mura, bastioni, granai e il palazzo che ospitava l'harem (pare avesse 500 mogli e concubine ed oltre 800 figli). Molulay Ismail non riuscì comunque a completare il perimetro delle mura che oggi ancora ben conservate circondano la Medina. Alla morte del sovrano seguì un periodo di decadenza e perse il ruolo di capitale trasferita prima a Fes e poi  a Marrakech. Attualmente la città ha oltre mezzo milione di abitanti ed il centro storico è patrimonio dell'Unesco.

Iniziamo la nostra visita da Piazza el-Hedim (piazza della demolizione e del rinnovo), che divide la Medina dall ghetto ebraico (la mellah), e dalla città Imperiale. Al centro della piazza c è una splendida fontana, intorno negozi di barbieri. Un tempo questa piazza era ritrovo di artisti da strada.

Dalla piazza si coglie la bellezza della porta Bab el Mansour, che prende il nome dall'architetto cristiano convertito all'Islam che la costruì, e da cui si entra nella Città Imperiale. La porta presenta uno stile classico almohade con decorazioni di stili diversi ed è realizzata con piastrelle bianche e verdi che brillano al sole.

   

Il monumento più importante della Città Imperiale è l’Heri As-Souani (“Le scuderie di Ismail”) ovvero enormi magazzini e granai con soffitti alti e muri spessissimi che servivano ad ammassare viveri e dove erano tenuti addirittura 12 mila cavalli.

  

Dalle Scuderie ci spostiamo al Mausoleo di Moulay Ismail, considerato dai mussulmani luogo di buona sorte (baraka). Il sito è visitabile anche ai non credenti, e si presenta ricoperto di stucchi e mosaici che rappresentano disegni geometrici alternati a brani del corano. I pavimenti sono ricoperti da stupendi tappeti del posto e fontane di marmo cesellato. In tutte le aree del palazzo si notano gli stucchi e le mattonelle di ceramica (zelije), e il palazzo si compone di una serie di cortili e stanze che culminano nel santuario dove è sepolto il sultano.

   

In serata ci spostiamo verso Fez.

 

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