Il mio viaggio in Namibia

Una mia cara amica si è trasferita alcuni anni fa in Namibia, ha conosciuto un Namibiano, lo ha sposato due anni fa e hanno avuto un bambino l’anno scorso.

E allora quale migliore occasione di andare a trovarla e scoprire un Paese che dalle foto che lei mi mandava mi ha affascinato da subito?

 

È cosí che alla fine di gennaio, invitati alla festa del primo compleanno del bimbo della mia amica siamo partiti per la Namibia.

 

Abbiamo passato i primi due giorni a Windhoek, la capitale, ospitati dai nostri amici ed è stato bello conoscere i loro amici, vedere come vivono e quali sono le loro abitudini.

Abbiamo scoperto che ogni casa in Namibia ha un braai, ovvero un barbeque e che naturalmente il piatto tipico nazionale è carne, carne e carne! Quindi se non siete vegetariani potrete apprezzare tenerissime e succulenti carni di innumerevoli tipi di antilopi, primo tra cui l’orice, animale bellissimo peraltro!

 

Festeggiato il compleanno siamo andati con i nostri amici a Erindi Private Game Reserve, una riserva di 70.719 ettari con oltre 10.000 specie di animali tenuti allo stato brado. Lí abbiamo fatto due safari e abbiamo visto un sacco di animali, ma l’emozione più grande ovviamente è stata trovarsi faccia a faccia con il Re della Savana; il brivido dei suoi occhi gialli che ci guardavano lo ricorderó per tutta la vita!

 

Da lí abbiamo salutato i nostri amici e abbiamo proseguito con una jeep tendata verso il Damaraland, terra di rocce rosse su cui sono stati ritrovati dipinti rupestri e graffiti dell’età della pietra, e dove le popolazioni boscimani parlano un particolare dialetto caratterizzato da un curioso schioccare della lingua.

Proseguendo verso sud abbiamo campeggiato a Spitzkoppe, una spettacolare formazione montuosa che regala angoli di puro paradiso, sotto il cielo stellato dell’emisfero australe.

 

Successivamente ci siamo spostati verso Swakopmund, un paesino di villeggiatura lungo la costa dove tutto è recentemente costruito. Ad attenderci incredibili avventure come il sandboarding, il quadbiking e il giro in jeep per raggiungere Sandwich Harbour, dove le dune del deserto incontrano l’Oceano Atlantico.

 

Da lì siamo arrivati al maestoso Namib Desert, dove le dune di sabbia rossa si estendono a perdita d’occhio. Ci siamo svegliati prima dell’alba per scalare Big Daddy la duna più alta di Sossusvlei, ma la fatica è stata ricompensata quando dalla cima ci siamo trovati di fronte allo spettacolo di Deadvlei, il posto più fotogenico che abbia mai visto.

 

L’ultima tappa prima di ripartire è stata Nankuse, il Santuario degli animali, un posto in cui recuperano e crescono cuccioli di animali a cui è morta la mamma o che sono rimasti feriti. E lí l’ultima emozione che ci siamo portati a casa è stata una passeggiata con Kiki, un ghepardo cresciuto in mezzo agli uomini e quindi addomesticata.

 

La Namibia è l’emozione di paesaggi come non ce ne sono altri al mondo, con la magia dell’Africa e il comfort e la sicurezza dell’Europa, anzi di questi tempi molto più sicura dell’Europa.

Un viaggio che non vi deluderà e che vi regalerà ricordi da portare nel cuore.

 

 

 

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