Cosa Vedere a Lisbona

                   

Il viaggio si svolge in tre tappe: Lisbona (Sintra), Faro (Olhao) e Porto.

 

 

COSA VEDERE A LISBONA

 

Fernando Pessoa, originario di Lisbona scriveva:

"Non ci sono per me fiori che siano pari al cromatismo di
Lisbona sotto il sole". 

 Infatti la capitale del Portogallo è stata sempre considerata la "Città della Luce", infatti chi visita Lisbona scoprirà un susseguirsi di colori e di emozioni 


 

21 agosto

Arriviamo a Lisbona con un volo TAP e andiamo con il taxi all'hotel Mundial in centro (vicino Praca Martin Moniz). L'albergo è stato scelto per la posizione centrale e per la vista che si gode dallla sua terrazza.

Lasciate le valigie facciamo un salto all'ufficio turistico per informarci dei mezzi di trasporto bus e metro e degli orari dei treni

La prima cosa che ci stupisce è il profumo, Lisbona ci appare una città profumatissima, non so se fosse suggestione ma è davvero molto piacevole.

Arriviamo a Praca de Figueira, Rossio (Praca Dom Pedro IV), Praca dos Restauradores, una delle parti più vive della città e infatti sul portico del Teatro Nacional Dona Maria II, ascoltiamo ottima musica. Li vicino c è Ruas Portas de Santo Antoniouna strada molto turistica e piena di ristoranti per stranieri. Noi preferiamo qualcosa di più tipico e andiamo al “La Casa de Alentejo”  in un edificio privato in un patio Neomoresco. Ovviamente puntiamo subito sulla spacialità di Lisbona, il famoso "bacalhau", il baccalà che viene preparato in oltre 300 ricette diverse è il piatto nazionale. Dopo la cena e dell'ottimo vino verde torniamo in albergo.

22 agosto

Il giro della città inizia di buon' ora dopo la colazione. Il giorno prima abbiamo acquistato la tessera "Viava Viagem" che permette di utilizzare tutti i mezzi di Lisbona per pochi euro.Con quella prendiamo il famoso tram 28.

Chi è stato a Napoli si ritroverà familiare all'Alfama: panni stesi sui balconi, auto parcheggiate in modo improbabile, atmosfera autentica. L'Alfama è l'unico quartiere sopravvissuto al terribile terremoto che nel 1755 rase al suolo la città. E mantiene quindi il tracciato originale costruito da piccoli vicoli (becos), piazzette e belvederi (miradouros) della città che fu prima visigota e poi araba.

Prendiamo Rua de Mouraria dove una stele di marmo ricorda che quella fu la zona della nascita del fado e raggiungiamo la zona alta della città (ricordiamo che Lisbona è costruita in fortissima pendenza!), e raggiungiamo il Miradouso di Santa Luiza.

Il tram passa per strade davvero strette, pendenze fortissime e curve a gomito e ad ogni curva rimaniamo estasiati dagli scorci della città così varia e piena di vita nonostante i problemi economici.

             

Raggiungiamo la chiesa di Santa Luzia che appare piena, sul muro meridionale, di azulejos. Da li raggiungiamo la cattedrale la Sedes Episcopalis, chiamata spesso con l'abbreviazione Sé. La cattedrarle venne costruita da Alfonso Henriquez nel 1150 quando.

La facciata, tra due imponenti torri, è arricchita dall'arcate e dal rosone e da tre navate romaniche che si accostano al resto che è prettamente gotico. Linterno è un pochino più spoglio ma la visita è ricompensata dall'Ostensorio donato dal re Joao V fatto con 17 kg d'oro tempestato da pietre preziose. Vicino la Cattedrale c'è la Chiesa di Sant' Antonio, dove sant'antonio da Padova visse molti anni.

Da li scendiamo verso Praca do Comèrcio, che costituisce l'ingresso della città, uno dei luoghi più famosi e centrali della Baixa (la lisbona "bassa" ovvero a livello del mare, che si trova nel centro della città).

La piazza è una delle più grandi d'Europa e offre una splendida vista sul Tago. Prima del terremoto sorgeva su questa piazza il palazzo reale (da qui il nome ufficiale della piazza Terreiro do Paço -Terrazza del Palazzo) 

l' ingresso elegante di Lisbona, uno dei luoghi centrali della Baixa, il quartiere che si trova al centro di Lisbona. E' una delle piazze più grandi d'Europa e offre una straordinaria vista sul Tago. Il nome ufficiale è Terreiro do Paço (Terrazza del Palazzo) ma come è accaduto anche con la Piazza del Rossio, il nome dato dal popolo di Lisbona ha preso il sopravvento sul nome ufficiale. Prima del terremoto del 1755 qui c'era il Palazzo Reale, che venne completamente distrutto. Praca do Comercio divenne quindi il luogo più importante della ristrutturazione dopo la terribile catastrofe.

Dando le spalle al Tejo ci si trova davanti l'Arco Trionfale o Da Bandeira, realizzato nel 1785. Sotto ai palazzi vi sono splendide arcate che ospitano non solo uffici ma anche ristoranti, il più famoso dei quali è  "Martinho da Arcada", che ha oltre 200 anni di storia e dove sono passati i più importanti personaggi del portogallo: Fernando Pessoa e Amália Rodriguez. in mezzo alla piazza si trova la statua del Re Josè I, costruita nel 1775 da uno dei più famosi scultori dell'epoca, Joaquim Machado de Castro.

Di li ci spostiamo in zona Belem (ovvero Betlemme in Portoghese), e ci arriviamo con il tram 15 che è moderno e meno romantico del 28 ma piuttosto comodo. A Belem sorgono le maggiori testimonianze del Gotico portoghese, decorato a temi spesso di carattere nautico, che ha preso il nome di Manuelino (da re Manuel I).

Belem è attualmente richiamo turistico per la sua zona monumentale tra cui uno dei simboli di Lisbona: la Torre di Belèm (1515-1521), che inizialmente era un faro e una fortezza a guardia del porto. la torre si trova tra l'oceano e il fiume Tejo e serviva da controllo per le navi di passaggio.  Inizialmente la torre sorgeva al centro del fiume poi via via a causa dell'insabbiamento si è avvicinata agli argini.

 

Vicinissimo alla torre de Belem si scorge il monumento Padrao dos Descobrimentos, che rappresenta una caravella con numerosi navigatori tra cui Vasco de Gama sulla prua.

 

Vicinissimo si vede il Mosteiro dos Jeronimos in cui torneremo un altro giorno in quanto è molto vasto e merita almeno mezza giornata di visita.

Davanti al Monastero  si trova la  Praca do Imperio, l' enorme piazza alberata e con una enorme fontana centrale, dove una band locale si sta esibendo tra jazz e pop!

Tornando all'albergo attraversiamo il centro notando sopratutto gli edifici neoclassici in una pianta cittadin a scacchiera, risultato del progetto architettonico del Marchese di Pombal, che fu ministro del re Jose I durante il terremoto.

Il centro di lisbona è interessante anche per i nomi delle vie che riportano agli antichi traffici commerciali: rua da Prata (argento), o la rua do Ouro (oro) e la centralissima rua Augusta. Ne approfittiamo per comprare qualche souvenir (tra cui una bandiera del Portogallo) e andiamo a cena in un ristorante del Rossio a base ancora di Baccalà, vino rosso (thinto) e melone (melao) dalla buccia bianchissima!

Tutto molto buono, domani proveremo anche i famosi dolci portoghesi in una pasticceria (pasteleria) famosa.

 

23 agosto

Di prima mattina ci rechiamo al Castello di Sao Jorge (San Giorgio). per salire al castello vi perderete in un dedalo di viuzze con piazzette, anziani che giocano a carte sugli usci delle case, gatti e un urinatoio dell'epoca urinol in portoghese

 

 

Non rimante molto del castello costruito nel V secolo dai visigoti e trasformato in fortezza prima dai mori e poi riconquistato dai Cristiani nel XII secolo. La fortezza merita però la visita sopratutto per la splendida vista che si gode dalle mura. Nella parte alta del castello ci sono 10 torri, in quella di Ulisse c è un cannocchiale per guardare tutta la città. Mentre ascoltiamo la musica di un chitarrista saliamo ancora di più lungo i bastioni e la vista che si gode davvero premia la scarpinata.

Prima di uscire facciamo un salto alla ricostruzione di un quartiere ebraico e al museo dove veniamo accolti da un fantastico pavone che ci guarda da una finestra. Nel museo ci sono ceramiche e oggetti di uso giornaliero e monete.

              

Dopo la visita del castello scendiamo verso il Rossio e andiamo alla Confeitaria Nacional, la più antica di Lisbona, che venne fondata all'inizio del XIX secolo da Baltazar Roiz Chestnut e pluripremiata in numerose gare internazionali per i dolci tradizionali portoghesi. La ricetta del King Cake è segreta e si dice venne portata in Portogallo dal figlio del fondatore nella metà del 1800.

 

Non resistiamo alla bontà e ci ingozziamo di torte e dolcini! Felici e satolli proseguiamo per il Parque das Nacoes.

Dalla stazione metro del Rossio, che prima era la stazione centrale ed oggi è il terminal delle linee di Sintra e della metro di Lisbona. Da Rossio raggiungiamo la stazione Oriente.

Oriente è una bellissima stazione opera dell'architetto Santiago Calatrava, collegata con una passerella al centro commerciale Vasco de Gama con un impressionante tetto in vetro. Di li raggiungiamo il Parco delle Nazioni, che venne costruito per l'Expo 98 alla periferia della città sulle sponde del fiume Tago.

Dopo la fiera i padigioni sono diventati sede di un parco culturale pieno di attrazioni tra cui l'Oceanario, il museo della Scienza e della tecnica, l'Orchestra sinfonica ecc..

 

Da non perdere sono i famosi "Vulcani d'acqua" ovvero delle fontane a forma di vulcano dalla cui sommità erutta l'acqua, all'inizio ci prende di sorpresa ma devo dire che l'effetto è fantastico!

Concludiamo la visita con la cabinovia che sorvola l'area e ci porta al ponte Vasco de Gama (11 km di lunghezza), che collega le rive del Tago.

Per cena torniamo al nostro solito ristorantino di Praca da Figueira e ci rilassiamo sul balcone del nostro albergo dove ci godiamo il panorame di questa fantastica città.

24 agosto

E' il momento di tornare a vistiare il Mosterio dos Jeronimos che non eravamo riusciti a vedere prima. Il consiglio è di arrivare di prima mattina per evitare la lunga fila di turisti.

Rimaniamo davvero estasiati dal chiostro della chiesa, e dalle stanze piende di azulejos, mattonelle generalmente azzurre dipinte a mano che abbelliscono molte dei palazzi della città. Per il monastero consiglio di dedicare sufficiente tempo per gustarne lo splendore. Si entra nel monastero da una grandissima porta decorata, dentro ci sono delle volte gotiche su delle colonne rivestite di interessanti bassorilievi. Dentro al monastero si trovano le tombe reali ma anche quelle di Vasco de Gama e di Luis de Camoes.

Tra le altre, in una semplice nicchia, c è la tomba di Pessoa con alcune frasi tra cui questa che mi è rimasta impressa:

“Non basta aprire la finestra per vedere i campi e il fiume. Non è sufficiente non essere ciechi per vedere gli alberi e i fiori.”

Nella parte Ovest del monastero c è il museo della marina, nella cappella costruita Da Enrico il Navigatore, dove i marinai ascoltavano la messa prima della partenza. L'interno del museo è dedicato alle scoperte e alle ricostruzioni delle navi. Sono esposti strumenti nautici e mappe del XVI secolo. All'interno si trova anche la cabina dello yacht  Amelia costruito in Scozia nel 1900 e appartenuto a re Carlos e alla regina Amelia.

 Molte imbarcazioni erano abbellite con il famoso Occhio di Osiride, per l'origine fenicia che accomuna il Portogallo e Malta. Infine nell'ultimo padiglione ammiriamo gli idrovolanti tra cui il Santa Clara usato a inizio 900 per la prima traversata dell'atlantico del sud. Nel museo si trova anche il più famoso tesoro archeologico navale: il Brigantino reale e le galeotte al seguito.

Dopo il museo si torna al Rossia e prendiamo il famosissimo Elevador de Gloria, che ci porta al Chiado. Il Chiado (che significa astuto, malizioso), è il quartiere degli artisti che si trova sulla stessa ripida collina del Barrio Alto. In mezzo al quartiere c è la statua del poeta Antonio Ribeiro detto O Chiado. Nella Rua Garret consiglio una visita alla caffetteria 'A Brasileira', frequentata da Pessoa.

La cosa sorprendente di Lisbona sono gli angoli che nascondono scoperte incredibili come il campo dos Mártires da Pátria, dove si erge una statua circondata da ex voto di marmo e numerosi ceri: si tratta della statua dedicata al medico Sousa Martins (1843-1897), che non abbandonò mai i suoi malati nemmeno nei casi più disperati e viene oggi venerato da portoghesi e lisbonesi. Li Vicino c' è il Jardim da Estrela, un posto davvero silenzioso e pieno di pace dove ci riposiamo un po. 

Andando verso Praca de Pombal ci imbattiamo con il piccolo Ascensor de Bica e ci piace talmente tanto che facciamo sia andata che ritorno!

A  Praca de Pombal si trova il monumento al Marchese autore della ricostruzione della città dopo il terremoto. Alla base del monumento ci sono figure che ricordano le riforme attuate dal marchese. 

Passeggiando sui marciapiedi arriviamo al Parco Eduardo VII (la prosecuzione dell'Avenida da Liberdade), il nome del parco rende onore al re d'Inghilterra che venne in visita all'inizio del 900.

25 agosto

Di pimo mattina andiamo all'Elevador de Santa Justa (o Elevador do Carmo) che porta nel Chiado, alle rovine della Chiesa del Carmo.

L'elevador è uno dei più grandi di Lisbona, è alto 32 metri e venne progettato alla fine del 1800 dal francese Mesnier de Ponsard. La leggenda narra che l'elevador venne progettato con il contributo di Eiffel. Venne costruito nel 1902 e a quel tempo era considerato un'opera davvero incredibile, pensate che inizialmente funzionava a vapore e passo all'energia elettrica solamente qualche anno dopo. Nel 1997 è diventato monumento nazionale. Prenderlo è davvero un'esperienza: ha cabine decorate in legno ed in ogni cabina entrano 45 perosne. tramite  una scala a chiocciola si arriva ad una terrazza panoramica da cui si può guardare il Rossio, la Baixia, il Castello. Nel 98 un incendio distrusse il quartiere Chiado ma venne domato e spento fortunatamente prima di raggiungere l'Elevador.