Viaggio in Perù: il mistero di Juanita

Durante il mio viaggio in Perù, ho fatto sosta ad Arequipa. Qui mi sono imbattuta in Juanita, la bambina dei ghiacci e non l’ho più dimenticata.

Juanita dorme in una posa raccolta e dolcissima in una teca sotto lo sguardo di turisti e studiosi incantati da questa bellissima bambina Inca sacrificata nel viaggio senza ritorno verso la divinità.

La storia di Juanita è velata di mistero. Per oltre 500 anni ha riposato nel cuore del vulcano Ampato, alto circa 6380 mt, in una culla di ghiaccio. Il suo sonno è stato disturbato dall’eruzione del vulcano Sabancaya che l’ha riportata alla luce l’8 settembre del 1995.

La storia di Juanita: la bambina dei ghiacci

Si racconta che Juanita fosse una bambina bellissima. Aveva circa quattordici anni quando fu scelta per essere sacrificata all’Apu Ampato. Gli Apu erano le divinità identificate dagli Inca con i monti più alti, i vulcani e i fiumi.

Non era inusuale per gli Inca, soprattutto nei periodi di carestia, organizzare cerimonie con sacrifici animali e umani. Sacrifici che venivano celebrati nei templi o nei luoghi sacri per chiedere clemenza dall’ira della natura.

Juanita sapeva di essere una prescelta. Il suo destino era diventare una divinità con una grande responsabilità di protezione verso tutto il popolo, contro carestie ed epidemie. Orgogliosa, accompagnata da un grande corteo di persone importanti, partì da Cusco e cominciò la salita dura e impervia del vulcano  Ampato . Faceva freddo e lei indossava abiti con spille preziose e sandali di stoffa, ma era fiera anche se era solo una bambina.

Dopo una lunga e difficile salita era esausta, ma ormai pronta a diventare una divinità. I sacerdoti le lasciarono bere chicha, la famosa birra di mais fermentata, miscelata con foglie di coca. Non si accorse del colpo sicuro all’arco sopraccigliare destro che le tolse la vita regalandole un destino di luce. I sacerdoti continuarono i rituali prima di calarla con i suoi effetti personali in una buca di terra che è stata la sua culla fino al famoso ritrovamento del 1995.

Il ghiaccio l’ha conservata perfettamente fino a quando non è stata riportata alla luce. Oggi riposa in una teca di ghiaccio a -20°nel Museo Santuarios Andinos di Arequipa.

Qui gli studiosi dell’Università Cattolica di Arequipa stanno portando a termine ricerche importanti sul suo DNA, per ricostruire la storia della mummia.

 

 

Per noi comuni mortali, guardando questa bellissima bimba rannicchiata nella sua culla di ghiaccio, resta solo una forte tenerezza e il desiderio di restituirle gli abbracci che le sono stati negati per andare in contro ad un destino divino.

 

 

 

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