Una notte in un rifugio in montagna? Pourquoi pas

Ieri sera sono tornata a Roma dopo aver passato un bellissimo weekend a Grenoble dalla mia migliore amica Chiara. La parte più bella del soggiorno è stata senza dubbio da sabato sera a domenica pomeriggio: poco meno di 24 ore passate sul Massiccio del Vercors con pernottamento nella cabane (rifugio) de Nave a 1495 m. Ma andiamo con ordine.

 

 

Già prima di andare in Francia avevo guardato su internet cosa ci fosse di interessante da vedere nei dintorni di Grenoble e tutti i siti erano concordi con il fatto che se c'è una cosa da non perdere è la riserva naturale del Vercors. Premetto, non ho mai fatto trekking seriamente e pensavo fosse una divertente passeggiatina in montagna per cui ho detto alla mia amica in tutta leggerezza "mi ci porti?" ...meno male che lei è ipersportiva e ipermontagnara per cui mi ha suggerito di portarmi ALMENO delle scarpe comode, se NON degli scarponcini da trekking (e io, NON). Così quando sono arrivata, i suoi ancor di più ipersportivi e ipermontagnari coinquilini mi hanno accolto con questa bellissima notizia :"Andiamo a sentire il bramito del cervo sul Vercors (che a quanto pare si sente solo di prima mattina), arrivando di notte in un rifugio dove non c'è NULLA a parte due tavole di legno e FORSE un caminetto, dormendo lì con i sacchi a pelo e portando con noi tutto ciò che serve per la sopravvivenza (tutto questo maneggiando uno zaino grande quanto quello che io porterei  per  andare 3 mesi in Sudamerica)"....Come aveva fatto la mia passeggiatina in montagna a diventare una cosa così impegnativa? Questo era quello che pensavo mentre i simpatici francesini mettevano negli zaini: carne in scatola, zuppa di pesce, fornelletto a gas, pane, torce di ogni tipo, sacco a pelo, vino rosso (unica cosa che mi consolava), coltelli di ogni forma e dimensione, cartine, bottiglie d'acqua, succhi di frutta. Per quanto riguarda me, sono stata gentilmente rifornita di pile (e intendo il PAIL, non le Duracell), sacco a pelo pesante, torcia frontale. Per fortuna le calzamaglie di lana e le scarpe da corsa (la cosa che più si avvicina al trekking, forse) le avevo portate. Ci siamo messi in macchina che era già buio pesto. Dopo aver sbagliato strada 3/4 volte, siamo saliti sulla montagna, fino a dove ci era possibile con la macchina, per poi procedere a piedi seguendo le indicazioni per il rifugio (apprendo ora da internet, che i rifugi sono attrezzati con letti e cucinino, mentre quello di cui parlo io si chiama tecnicamente BIVACCO FISSO, poiché è incustodito, perennemente aperto, privo di attrezzatura, di servizi, di personale e situato in punti più alti rispetto ai rifugi).

 

 

 

Inforcata la mia torcia frontale, ho inizato a salire temendo di stancarmi molto prima degli altri essendo, ripeto, molto meno abituata a questo tipo di passatempo. Il percorso era abbastanza semplice (amici francesi vi ringrazierò per sempre) e abbastanza breve, unica nota di colore è stata quando loro 3 , che procedevano di fronte a me, si sono fermati di colpo. Mi sono affacciata a vedere cosa ci fosse di fronte a loro e ho visto due occhi bianchi che ci stavano guardando, appartenenti ad una non meglio identificata bestia. Con il mio stoicismo per il quale verrò ricordata nei secoli, ho iniziato a pensare ECCO, E' UN LUPO, MO CI SBRANA, E' FINITA. NEANCHE HO SALUTATO MAMMA. Quando il sangue ha ricominciato ad arrivare al cervello, la mia amica (ah già, loro parlavano solo in francese e io  solo italiano e inglese) mi ha detto che era SOLO un cane----> mio pensiero---->"SOLO un cane?! Capirai un cane che ci fa qua? Sarà un cane selvatico, insomma un lupo!" Vabbè per farla breve il cagnone aveva molta più paura di noi ed era paralizzato, quindi dopo averlo tranquillizzato ci si è avvicinato, ci ha annusato e scodinzolato (io continuavo a non fidarmi). Dopo poco abbiamo scorto il rifugio e una luce al suo interno, dentro c'erano due ragazze francesi che - indovinate? -erano le padrone del cucciolone (da lì ho iniziato a dargli confidenza..in realtà sin dall' inizio bastava notare che aveva un collare..ma la mia miopia me lo ha impedito). Il camino OVVIAMENTE era inagibile, ma nonostrante questo abbiamo mangiato tutti insieme a lume di candela, chiacchierato e saliti al piano di sopra a dormire con i nostri sacchi a pelo (quasi sempre questi rifugi/bivacchi hanno la capienza di 15 persone massimo, quindi noi 6 e il cane Laica c'entravamo benissimo). La mattina dopo mi sono svegliata molto riposata (a onor del vero la mia amica Chiara è morta di freddo per dare a me il sacco a pelo più pesante <3 ), abbiamo fatto una bella colazione all'aperto e proseguito la nostra gita verso una vicina sorgente per riempire le bottiglie ormai vuote. Non posso non allegare le foto perché era una giornata bellissima, come non se ne vedono praticamente mai da quelle parti, faceva caldo ed ero contenta. In tarda mattinata abbiamo iniziato a ridiscendere verso la macchina per ritornare alla civiltà che, ammetto, non mi era mancata per niente.

 

   

Roader alpinisti e non, siete mai stati in questa zona? Avete anche voi divertenti esperienze in rifugi di montagna?

 

   

 

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