Street Art tra le strade di Berlino: quando un graffito diventa un' opera d'arte.

La settimana scorsa sono stata a Berlino per la prima volta. Non mi dilungherò su quanto ne sono rimasta colpita perchè sono sicura che il 99% di voi conosca meglio di me il potere ammaliante di questa città. Volevo invece focalizzarmi su uno dei tanti aspetti di Berlino che mi ha intrigato: il fermento artistico della capitale tedesca ed in particolare le infinite espressioni di street art (Strassenkultur), in cui è possibile imbattersi passeggiando per le sue vie.

Sono principalmente tre le zone dove l'arte urbana la fa da padrona, ma in tutta Berlino si possono incontrare schizzi di street artists che regalano colore alle giornate berlinesi spesso fredde e piovose (almeno quelle durante le quali sono stata io).

 

East Side Gallery

Dal 1990 -un anno dopo la sua caduta- questo tratto di 1,3 km di muro è stato “donato” come un enorme foglio bianco ad artisti di strada provenienti da ogni continente pronti a dare finalmente sfogo ai loro istinti dopo le restrizioni fisiche e mentali che  erano state imposte loro durante la divisione, con graffiti ispirati alla pace e alla fine della guerra fredda. La East Side è la più grande galleria a cielo aperto di tutto il mondo e dal 1991 è monumento protetto. Camminare lungo la Mühlenstrasse è una gioia per lo spirito ma soprattutto per gli occhi!

       

 

 

 

Kreuzberg

E' il quartiere “freakettone” che meglio rappresenta il melting pot etnico (molti residenti sono di origine turca) e culturale presente a Berlino. Kreuzberg fino all' 89 era delimitato sia ad est che a nord dal muro, era una zona di periferia abitata da immigrati e giovani anticonvenzionali. Una volta caduto il muro, il quartiere da laterale è diventato centrale, gli affitti sono aumentati ed è diventato di tendenza, quello che però rimane è lo spirito anticonformista testimoniato dai graffiti presenti in ogni angolo.

 

 

 

Scheunenviertel

Prima dell' avvento del Nazismo era il quartiere dei ricchi commercianti ebrei. Quando cadde il muro, molti edifici risultarono senza proprietario e artisti e giovani ne occuparono gli appartamenti installando atelier e gallerie d'arte. Questa zona è caratterizzata dalla presenza di cortiletti interni dove si trovano negozi, ristoranti, atelier e gallerie d'arte. In alcuni è possibile anche trovare murales di artisti di strada.

Fatalità* ha voluto che mi sia trovata in uno di questi cortili proprio mentre una guida turistica  spiegava (in crucchinglese che mi ha reso difficile capire proprio tutto) i tratti distintivi degli stili dei vari artisti di strada. Ad esempio ce n'è uno che gira tutta Berlino a disegnare un numero 6 (oddio non che sia proprio arte), ne ha disegnati 650.000 in tutta Berlino. Nessuno sa il motivo per cui “Mr. X” disegni questo numero, c'è chi dice che sia perchè il 6 è il numero del diavolo, perchè SIX è come viene pronunciata in tedesco la parola sex/sesso o semplicemente perchè è facile da disegnare. Poi c'è il mio preferito (il nome l'ho trovato ora su internet, non ho tutta questa memoria Wink ), si chiama El Bocho. Ebbene El Bocho ha creato un personaggio carinissimo, una bambina di nome Lucy che cerca continuamente di uccidere il suo gatto (mi è simpatica anche perchè io risaputamente non sono amante dei felini).

            

 

 

 

Berlino non è l'unica capitale della Street Art, città come New York, San Francisco, Londra -per citarne solo alcune- sono diventate gallerie d' arte en plein air. Quali sono quelle che vi sono rimaste più impresse?

 

 

 

 

 

 

*Definizione di  fatalità: doversi trovare da sola a non fare nulla per un tempo interminabile mentre tua sorella prova strani effetti imparati al recente corso di fotografia, su soggetti quali autobus, alberi e qualsiasi cosa priva di interesse.

 

 

 

 

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