Disegnando cammelli

   

 

Sono seduta su uno dei sei sedili in tessuto blu di uno scompartimento nel treno per Meknes.

 

I miei compagni di viaggio ingannano il tempo guardando i paesaggi marocchini attraverso il finestrino.

Con noi una mamma con un bellissimo hijab colorato e i suoi tre bimbi silenziosi e composti sui loro sedili. Come sempre nei momenti morti scrivo appunti di viaggio sulla mia moleskine, cerco di catturare emozioni  e ricordi prima che diventino sbiaditi. E’ un processo pazzesco che mi fa rabbia ogni volta, perché inarrestabile. Mi viene in mente quella scena di Ritorno al futuro in cui pian piano le persone scompaiono su una vecchia foto. Ecco, i miei ricordi così tremendamente vividi svaniscono nello stesso modo se non corro ad incastrarli sulle pagine del mio diario di viaggio.

 

Mentre scrivo sento lo sguardo attento e curioso della bimba di fronte a me. Deve avere circa 6 anni, ha profondi occhi neri, i capelli scurissimi legati e un cerchietto rosa sulla testa. Quando ricambio lo sguardo, lei lo abbassa , ma non appena riprendo a scrivere sento che i suoi occhioni sono di nuovo puntati su di me.  Recupero il mio segnalibro a forma di cammello fatto di foglie di palma intrecciata, lo poso su una pagina e comincio a ricalcarne i contorni…piano. Man mano che il cammello prende forma, mi avvicino un po’ di più sul tavolino alla piccola e lei fa altrettanto. Ora mentre continua a studiarmi sorride. Impiego un tempo infinito per completare il disegno per conquistarmi tratto dopo tratto la sua fiducia, ma ne vale la pena. Quando finisco, le porgo la penna senza dire una parola e le mostro l’altra pagina del taccuino,,ora tocca a lei.

E’ caduto il muro. Ora siamo amiche. Scopro che si chiama Salma, mi racconta che le piacciono i fiori , i gatti e gli asinelli, che ha sei anni e va a scuola. Anche la sua mamma ora mi sorride e ci offre biscotti al cioccolato mentre io continuo a chiacchierare con la mia nuova piccola amica.

 

L’esperienza unica ed emozionante che segna il passaggio da due perfetti sconosciuti ad amici in un viaggio ha una potenza incredibile. Una magia che annulla in un attimo differenze di età  linguistiche e culturali. E’ per questo che con i miei compagni di viaggio scegliamo di muoverci sempre con mezzi pubblici locali. Anche quando girare in auto da soli può essere molto più semplice.

Incontrare connazionali in giro per il mondo capita molto spesso. Incontrarne su treni, bus e mezzi pubblici di ogni genere non è impresa semplice. Soprattutto in Asia, ma anche in Stati più “facili” dal punto di vista turistico. Chissà perchè..

Eppure sono convinta che senza questo tipo di esperienza, i viaggi sono un po’ monchi.

 

Ma questo è solo il pensiero di una sbadata disegnatrice di cammelli. 

 

 

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